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La chiesa di Nostra Signora
della Misericordia: l'interno
L’interno della chiesa appare bello anche se sobrio per la totale assenza di ornamenti di rilievo; si impone subito per la maestosità dell’unica navata centrale di ottima struttura architettonica.
Infatti l’interesse artistico del tempio si concentra tutto nelle splendide tre campate, con paramento di cantoni a vista, separate le une dalle altre da archi a pieno mezzo tondo.
Il colore brunastro della volta non venne tolto durante l’ultimo restauro, forse ritenendolo la patina naturale acquisita col tempo dalla pietra, di tipo particolarmente spugnoso, invece lo sgradevole colore è dovuto al fumo dei ceri e delle torce usati per secoli durante le funzioni religiose, specie quelle funebri con alto catafalco, Per non parlare poi delle disinfezioni di allora che venivano attuate con l’accensione di fuochi entro i locali, durante le pestilenze.
E’ quindi da deplorare che questa colorazione non sia stata eliminata in sede di restauro, poiché appare fin troppo evidente che quel colore scuro toglie luminosità al tempio.
La parte absidale ha la forma di semicerchio, quasi un mezzo padiglione con sette comparti a vele basse, a differenza della navata centrale la volta del presbiterio è costruita con piastrelle in laterizi rossastri cementati con malta bianca, e l’accostamento dei due colori produce un bell’effetto ottico.
La vela centrale ha una grande vetrata a colori con il disegno di una croce.
La bussola dell’ingresso, di fattura moderna, è in muratura; la sovrasta un arcone in pietra per sostegno della cantoria, ch’è del tutto spoglia e priva di arredamento.
Alla destra della porta vi è un' acquasantiera in marmo bianco, con ampio bacino.
Subito dopo la bussola, nella parete a sinistra vi è una nicchia con la statua del Cristo Risorto, questa viene portata in processione la mattina della Domenica di Pasqua, subito dopo il segnale del Gloria, insieme con l’altra statua policroma della Madonna collocata nell’altra nicchia posta di fronte, sulla parete di destra.
Fra l’acquasantiera e la nicchia della Madonna è murata una scultura di circa un metro, Il bassorilievo è di colore brunastro e rappresenta, stilizzata, la "Vergine della Misericordia" con l’ampio manto aperto a protezione di coloro che la invocano.
Questi ultimi sono rappresentati da due figure inginocchiate ai suoi piedi, una per lato, l’iscrizione, posta al di sotto, è la seguente: "S.F. 1613 S.D.".
L’altra iscrizione latina è, in parte, abrasa.
La chiesa non ha transetto, ma quattro cappelle, due per parte, ed un presbiterio con altare maggiore; sia questo che quello hanno il pavimento sopraelevato di due alti gradini rispetto al piano della chiesa.
La prima cappella ha la volta a pieno tondo, mentre le altre tre sono a padiglione, con quattro scomparti senza modanature.
Le semplici balaustre che le separano dall’aula centrale sono in parte in marmo e in parte di laterizi tinteggiati in bianco, solo la bassa cancellata della cappella del Cristo Crocifisso è in ferro.
Proprio alla presenza di questo venerato simulacro, i fedeli attribuiscono la salvezza del tempio nel bombardamento del 1943, che causò tanti morti e distruzioni di edifici a soli pochi metri di distanza.
Per valutare l’intensità dell’offesa nemica basta vedere, uscendo dalla chiesa, la vasta piazza che ora si trova a fianco della facciata, ricavata sulle aree delle case distrutte e non più ricostruite.
Segue la prima cappella dedicata a San Pasquale; la mensa dell’altare è costruita in muratura con un bel paliotto ricamato.
La successiva ha sullo sfondo una grande nicchia rettangolare con cristallo a protezione del Crocefisso ligneo in essa contenuto, il Cristo è scolpito a misura umana.
Nella stessa cappella è collocato il bel feretro (brasol), in legno scolpito, intarsiato e dorato, che serve per la processione del Venerdì Santo.
Il presbiterio è vasto e ha un altare di marmo sormontato da un fondale con due colonne ed una nicchia contenente una statua della Madonna della Misericordia.
Segue la cappella dedicata alla Madonna Addolorata; l’altare è di legno con false colonne ad imitazione del marmo, di nessun valore artistico, La cappella che segue è dedicata a Santa Rita da Cascia con altare di legno ed ornamenti del tutto simili a quelli precedenti.
Alle pareti laterali due nicchie con vetro contengono: la statua di Santa Barbara a sinistra, e la riproduzione del Santo Bambino di Praga a destra. L’ultima cappella non ha diretta comunicazione con la navata centrale, ad essa si accede per una balaustra che la separa da quella di S. Rita.
In questa cappelletta si vede una mensa di marmo, sostenuta da due colonnine, sulla quale poggia una grande tela a olio raffigurante la Madonna dei Sette Dolori, il dipinto è di maniera: la Vergine ha il petto trafitto dai sette simbolici spadini, disposti tre nel lato sinistro e quattro in quello destro, ai quattro spigoli del quadro sono disegnate figure angeliche.
Sulla parete sinistra sono appese una croce con le due scale del "discendimento" ed un’altra croce bianca è sulla balaustra, alla destra un breve corridoio porta all’ingresso secondario che si apre a fianco del portale maggiore.
I simboli di cui si è parlato sono, in certo modo, "i protagonisti" della processione del Venerdì Santo, la quale rappresenta il culmine delle cerimonie della Settimana Santa, mentre il Cristo Crocifisso è il "primo attore" nella rappresentazione del discendimento ("dascravament"). Questo simulacro, tanto caro agli algheresi, proviene dall’antica chiesetta di Santa Barbara, e le sue vicende si ricollegano ad un naufragio ed alle peregrinazioni dei frati che ne erano divenuti proprietari e custodi.

La facciata
L'interno

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