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La fauna: Cinghiale sardo
Sus scrofa moridiionalis Forsyth Major, 1882 Ungolati - Artiodattili - Suiformi

ETIMOLOGIA: sus = nome latino di maiali e cinghiali; scrofa = altro nome latino dell’animale; meridionalis= meridionale, per la regione della sottospecie.
DIMENSIONI: 100-120 cm. di lunghezza coda compresa.
CARATTERISTICHE: varietà sardo-corsa del cinghiale europeo (Sus scrofa scrofa Linnaeus) e molto più piccolo di esso: peso massimo di vecchi maschi, 70-80 Kg rispetto ai 120-130 dell’altro; testa molto grande, allungata anteriormente e terminante con un potente grugno; canini (zanne) molto sviluppati e molto più grandi nel sesso maschile; occhi piccoli; grandi orecchie diritte; collo corto, poco distinto dalla testa; tronco grosso ed allungato, anteriormente più largo; zampe snelle non eccessivamente lunghe; 4 dita per arto, munite di robusti zoccoli (le due centrali poggiano per terra, le laterali rimangono sollevate); coda corta e abbastanza sottile, terminante con un ciuffo di setole; mammelle in numero di 12; corpo ricoperto di setole, che lungo la linea dorsale mediana formano come una breve criniera; colore del manto bruno nerastro, con leggere strie biancastre: i piccoli sono molto più chiari, con strie longitudinali scure.
HABITAT E RIPRODUZIONE: in tutta la Sardegna, in boschi folti con sottobosco e fra la macchia mediterranea; in alcune regioni dell’isola sono divenuti troppo numerosi e spesso invadono i campi coltivati ed i giardini; hanno generalmente abitudini notturne. Accoppiamento invernale: la gravidanza dura 16-20 settimane; i piccoli, 3-4 fino a 12, nascono ad aprile-maggio.
PROTEZIONE: specie cacciabile (legge regionale n.32/1978) comune ed abbondante ma con forte variabilità in termini di quantità numerica da un anno all’altro.
OSSERVAZIONI: è sottoposta in parecchi casi ad eccessiva pressione venatoria. Nella "caccia grossa" che in Sardegna è appunto la caccia al cinghiale, i cacciatori si dispongono in punti strategici (le cosidette "poste"), che corrispondono in genere ai passaggi obbligati di questi animali selvatici, mentre i battitori, aizzando i cani e facendo rumore urlando e battendo con dei bastoni sulle frasche, snidano i cinghiali e li costringono a dirigersi inesorabilmente verso le poste dove, nella maggior parte dei casi vengono abbattuti. Alla caccia grossa che si effettua nei giorni festivi dei mesi invernali di dicembre e gennaio, partecipano decine di cacciatori, che costituiscono le cosidette "compagnie di caccia" (nei piccoli centri ne esistono diverse, con alto numero di componenti). Le prede abbattute vengono successivamente portate in trionfo, sopra le auto dei cacciatori, con un "rito" che potremmo definire decisamente superato e anacronistico, che ci richiama gli usi delle popolazioni selvagge di altri luoghi e certamente di altri tempi. Si tratta di eccessi da stigmatizzare, come sono da deplorare le classifiche che vengono stilate tra le compagnie dei paeselli sardi, nel periodo di questo tipo di caccia, sul più alto numero di capi abbattuti, classifiche molto spesso riportate sui giornali isolani. E’ molto frequente inoltre, al di fuori del periodo consentito, il bracconaggio di questa specie, il cui prelievo venatorio, studiato nella sua consistenza numerica e nel suo ciclo vitale, dovrebbe essere più opportunamente regolamentato.

Volpe sarda
Avvoltoio grifone
Pernice sarda
Coniglio selvatico
Lepre sarda
Muflone
Cinghiale sardo
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Asinello bianco (albino) dell'Asinara
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