S.A.
19:55
«Dazi Usa: serve diplomazia ed Europa unita»
Coldiretti Sardegna fa appello a un’azione forte e coordinata tra l’Unione Europea e l’amministrazione americana per evitare che la situazione degeneri in un conflitto commerciale dagli effetti dannosi su entrambe le sponde dell’Atlantico

CAGLIARI - L’entrata in vigore dei nuovi dazi statunitensi sui prodotti europei, tra cui alcune eccellenze agroalimentari italiane e sarde, desta preoccupazione nel settore, ma ci sono ancora margini per intervenire a livello diplomatico e scongiurare ripercussioni pesanti sulle imprese e sui mercati. Coldiretti Sardegna fa appello a un’azione forte e coordinata tra l’Unione Europea e l’amministrazione americana per evitare che la situazione degeneri in un conflitto commerciale dagli effetti dannosi su entrambe le sponde dell’Atlantico. «In questa fase è essenziale evitare che la tensione commerciale tra Europa e Stati Uniti si trasformi in un conflitto dagli effetti disastrosi, con ripercussioni dirette su cittadini e agricoltori da entrambe le parti» dichiara Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna. «Un’escalation dei dazi metterebbe a rischio interi settori produttivi, colpendo non solo le aziende ma anche i consumatori. A questo si aggiunge la crescente minaccia dell’italian sounding, un fenomeno che già oggi sottrae all’economia italiana miliardi di euro e che interessa da vicino anche la Sardegna, le cui eccellenze – dal pecorino ai vini – sono sotto attacco».
Il presidente Cualbu poi, aggiunge: «Nessuno pensi di scaricare tutto sui produttori primari - precisa - qualora i dazi venissero confermati così, dovranno essere spalmati su tutta la filiera, così saranno meno gravosi per tutti. Al di là delle decisioni americane, però, l’Italia e l’Europa devono proseguire il dialogo, perché la logica dei dazi e delle ritorsioni commerciali si è dimostrata nel tempo miope e dannosa per tutti. Serve una soluzione diplomatica da portare avanti in sede europea, perché solo con una posizione forte e unitaria possiamo realmente difendere le nostre imprese». Nel primo mandato di Trump, il pecorino romano fu risparmiato dai dazi della prima ondata e auspichiamo che anche questa volta possa esserci un esito positivo, non solo per questo prodotto simbolo della Sardegna, ma anche per il vino e l’olio, pilastri delle esportazioni sarde negli USA. Siamo certi che i consumatori americani, ormai affezionati ai prodotti italiani e sardi, continueranno a sceglierli, ma è evidente che un sistema basato sui dazi finirebbe per colpire soprattutto le fasce di popolazione meno abbienti, che vedrebbero ridotte le proprie possibilità di accesso a prodotti di qualità. Confidiamo fino all’ultimo nella diplomazia italiana, con la consapevolezza che il principio di reciprocità debba rimanere il pilastro di ogni accordo. Solo così possiamo garantire la tutela degli alti standard qualitativi, delle norme sanitarie, ambientali e produttive che caratterizzano l’agroalimentare italiano ed europeo».
Sulla stessa linea si pone anche il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba, che sottolinea l’importanza di non creare allarmismo sui mercati e tra le imprese: «Nella prima ondata di dazi imposti da Trump, le esportazioni italiane, comprese quelle sarde, riuscirono a reggere l’urto, nonostante un inevitabile contraccolpo iniziale. Oggi ci sono ancora margini per scongiurare gli effetti più pesanti di questa misura, grazie anche agli accordi già avviati da Coldiretti nazionale con associazioni di agricoltori statunitensi. Queste intese vanno nella direzione di proteggere i consumatori e i prodotti sui mercati, ma devono essere accompagnate da un’azione diplomatica forte e unitaria da parte dell’Unione Europea. Solo con un’Europa compatta su questa linea sarà possibile limitare gli effetti dei dazi o, meglio ancora, trovare un’intesa con l’amministrazione americana per cancellarli del tutto, ricordando che quelli rivolti all’Europa rischiano di diventare dazi permanenti».
|