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O.Z. 10:10
Boe, si scrive Parco si legge caos
O, per essere più precisi, si scrive amministrazione e si legge commedia dell’arte, dove tutti improvvisano tutto e il contrario di tutto. Mercoledì 29 novembre 2023, ore 15:30, Casa Gioiosa, Tramariglio: Va in scena l’assemblea del Parco di Porto Conte
Boe, si scrive Parco si legge caos

ALGHERO - Si scrive Parco, si legge caos. Ma sarebbe più corretto dire che si legge commedia, farsa, o magari tragedia se solo qualcuno si prendesse la briga di versare una lacrima. Mercoledì 29 novembre 2023, ore 15:30, Casa Gioiosa, Tramariglio. Va in scena l’assemblea del Parco di Porto Conte. Quarto punto all’ordine del giorno: variazione n. 11 al bilancio finanziario 2023-2025 – ratifica. Traduzione simultanea: un calderone in cui, ben nascosto sotto un velo di tecnicismi, si trova il finanziamento dei campi boe. Ma chi c’era in sala? Meglio, chi mancava? Naturalmente, il presidente Raimondo Tilloca (UDC), assente con la puntualità di un orologio svizzero, occupato – si dice – in affari ben più importanti. Accanto a lui, assente per spirito di compagnia o per altra mistica coincidenza, Lina Bardino (Forza Italia), altra componente del direttivo. Tilloca, del resto, aveva ben donde per starsene lontano: il suo stesso partito, per bocca del consigliere allora Udc Christian Mulas (quello che oggi ha compiuto la stregoneria di far resuscitare dagli inferi il povero partito detenuto da Solinas e Moro), ne aveva chiesto le dimissioni nell’assemblea precedente, con tanto di mozione di sfiducia per assenze reiterate e ingiustificate, ritardi gestionali e rapporti, diciamo, non proprio affettuosi con i pescatori.

In questa tempesta senza nocchiero, la presidenza dell’assemblea viene presa da Adriano Grossi (Fratelli d’Italia), che non si perdeva mai l’occasione di assumere una presidenza, anche se solo da facente funzioni. Con petto in fuori, piglio volitivo e polso fermo, si sedette sul trono vacante. Presenti all’adunanza (tutta gente per bene e sveglia, intendiamoci): Maria Antonietta Alivesi (5 Stelle), Tatiana Argiolas (FI), Raimondo Cacciotto (attuale sindaco), Nunzio Camerada (FI), Mario Conoci (ex sindaco), Maria Giuseppina Di Maio (5 Stelle), Giuseppe Musu (FI), Leonardo Polo (Psd’Az), Monica Pulina (FdI, ex Lega), Raffaele Salvatore (UDC), Giovanni Spano (FI), Roberto Trova (Psd’Az). E, naturalmente, l’immancabile mega direttore Mariano Mariani, la cui presenza è assicurata come il sole a mezzogiorno. Ma attenzione, perché il vero spettacolo sta nel silenzio. Nessuna illustrazione del progetto boe. Muto il presidente FF, muto il direttore. Solo una breve dichiarazione di Grossi – voce tonante e tono imperativo – per annunciare che si trattava di una semplice ratifica, giacché il direttivo aveva già approvato tutto d’urgenza. Fine del dibattito. La discussione si concentra su altre voci di bilancio, e la variazione passa con 9 voti favorevoli, 3 astenuti, nessun contrario. Nessun contrario! Un caso di unanimità mai vista, o un colpo di mano passato sotto il naso di tutti?

Strano. Troppo strano. In una città dove si discute, si litiga, si formano comitati contro persino la direzione del vento, qui nessuno fiata. E quando finalmente il progetto boe diventa tema di pubblico dominio, il gioco delle parti si attiva con la solita coreografia: l’attuale sindaco, che non viene da Marte, si dichiara sorpreso ed è preoccupato soprattutto di non finire alla gogna (intanto in barca lui non ci va); l’ex sindaco dice di sapere, ma non nei dettagli e comunque fuori dall’Amp non va bene (perché lui invece in barca ci va); l’ex attentissimo assessore anche lui sapeva ed era d’accordo ma non lì; gli altri, da destra a sinistra, si affrettano a prenderne le distanze. Prendono le distanze zitti zitti soprattutto i partiti che esprimono il direttivo (UDC, Forza Italia, Fratelli d’Italia). Tutti cadono dalle nuvole. Eppure, qualcuno che sapeva di sicuro c’era. Il direttivo, il direttore, e naturalmente l’ingegner Corrias, progettista titolare dell’incarico, depositario della conoscenza sul tema.

Risultato? Tutti non sapevano, tutti adesso sono contrari, e tutti vogliono scaricare la colpa su qualcun altro. Intanto la politica, fedele alla sua vocazione teatrale, inscena le sue piccole rappresentazioni. C’è chi organizza flash mob senza conoscere la differenza tra un timone e un remo, chi indice incontri pubblici per sentirsi protagonista, chi grida al complotto e chi applica il classico teorema del “non poteva non sapere”. E così, tra un’improvvisata indignazione e un’accidentale amnesia collettiva, il progetto finisce in mare, insieme alle boe, si badi bene. Perché adesso, d’improvviso, non piace più a nessuno e il finale è tutto ancora da scrivere. Si scrive Parco, si legge caos. O, per essere più precisi, si scrive amministrazione e si legge commedia dell’arte, dove tutti improvvisano tutto e il contrario di tutto.
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3/4/2025
La domanda entro il prossimo 15 aprile 2025. La frequenza è obbligatoria e prevista nei mesi di aprile a maggio 2025



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