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Cor 11:26
Parco, disgelo con le associazioni ambientaliste
Dopo un lungo periodo di gravi incomprensioni e mancanza totale di dialogo, il nuovo Consiglio d´amministrazione del Parco di Porto Conte inaugura una nuova fase di ascolto e coinvolgimento. Nei giorni scorsi la prima riunione a Casa Gioiosa
Parco, <i>disgelo</i> con le associazioni ambientaliste

ALGHERO - Si è svolto nei giorni scorsi presso la sede di Casa Gioiosa l’atteso incontro tra il Consiglio Direttivo del Parco di Porto Conte e i rappresentanti delle Associazioni ambientaliste APS Punta Giglio Libera-Ridiamo Vita al Parco, Italia Nostra Sardegna, Lipu, ANS Assemblea Nazionale Sarda, Parco NordOvest Sardegna, SardegnAmbiente, Sardenya i Llibertat. Rispetto al recente passato l’evento conferma il reciproco impegno di avviare una nuova stagione nei rapporti tra l’Ente Parco e il mondo ambientalista. Al tavolo di lavoro le Associazioni hanno presentato un documento articolato, attraverso il quale hanno illustrato il loro punto di vista su una serie di problemi più o meno annosi che ancora attendono soluzioni ponderate, e in linea con i compiti e gli obiettivi di un Parco Naturale. Il primo tema posto sul tappeto ha riguardato l’urgenza di portare a conclusione il processo di adozione del Piano del Parco, fondamentale strumento di gestione previsto dalla normativa, i cui elaborati, redatti da un pool di professionisti esperti e di docenti universitari, sono stati presentati all’Assemblea del Parco nel 2013, ma ancora languono inspiegabilmente in attesa di aggiornamento e dell’atto deliberativo. In merito il Consiglio Direttivo ha sottolineato l’ampia convergenza di intenti testimoniata dall’interlocuzione in corso con l’Amministrazione comunale per l’attivazione di un tavolo di coordinamento del Piano Urbanistico Comunale e di tutti gli iter di pianificazione del territorio.

Con riferimento alla denuncia delle croniche carenze di trasparenza, accessibilità e tempestiva pubblicazione degli atti del Parco, le Associazioni hanno voluto esprimere il loro apprezzamento per la recente direttiva con cui il Presidente ha impartito “ai competenti uffici dell’Ente” un indirizzo specifico, che in materia di comunicazione intende andare anche al di là delle formali disposizioni di legge e che attraverso una “sezione permanente del sito istituzionale” dedicata ai “progetti di sicuro interesse per la comunità”, punta ad assicurare un’ampia informazione e il “massimo della semplificazione per l’accesso”. Sono state poi richiamate le gravi criticità dei progetti dei campi boe, che le Associazioni ambientaliste hanno scrupolosamente segnalato per prime, fin dall’estate scorsa, nelle osservazioni per la Valutazione di Incidenza Ambientale, denunciando l’infondatezza dei presupposti degli interventi, l’ingiustificata invasività delle soluzioni adottate, il carattere prevalentemente speculativo solo in parte ridimensionato dalla provvidenziale riduzione del numero delle boe e della stazza delle imbarcazioni, imposta dalla Regione su richiesta del Comune e della nuova governance del Parco.

Le Associazioni «auspicano altri interventi e attività che possano trovare spazio nella profonda rimodulazione delle soluzioni ereditate e dell’utilizzo dei finanziamenti, che debbono restare vincolati alla tutela della biodiversità mediterranea e alla protezione della Posidonia Oceanica». «Di qui la necessità che le Associazioni ambientaliste siano informate e ampiamente coinvolte, insieme con gli altri portatori di interesse, nella discussione che dovrà condurre a reimpostare gli interventi, disancorandoli dalle persistenti spinte prevalentemente lucrative e finalizzandoli a una fruizione socialmente ed ecologicamente sostenibile degli specchi marini e del bene comune». Nel corso dell’incontro è stata ancora una volta stigmatizzata la tardiva acquisizione, tra gli elaborati del Progetto esecutivo dei campi ormeggio, del “supplemento di foto-simulazioni” richiesto in sede di conferenza dei servizi dalla Soprintendenza speciale per il PNRR, al fine di verificare l’impatto paesaggistico e poter “dimostrare l’effettiva riduzione della sosta delle imbarcazioni”.

«È evidente che il poter disporre di rilevazioni attendibili e adeguati rendering, già in sede istruttoria invece che tardivamente in fase esecutiva, avrebbe potuto evitare, anche all’Amministrazione e alla
precedente gestione del Parco, di compiere scelte così impattanti e così discutibili come quelle che oggi scuotono l’opinione pubblica». Riguardo ai controversi e invasivi lavori del progetto PNRR di “mitigazione rischio frana in falesie di Punta Giglio” le Associazioni hanno fatto presente che a tutt’oggi non è stato reso pubblico né un bilancio finale delle opere finanziate, né un quadro e la promessa documentazione degli interventi effettivamente eseguiti, delle prescrizioni adottate a tutela degli habitat terrestri e marini, dei risultati certificati dalle autorità competenti sulla riduzione del rischio e degli impegni finanziari che gravano nel tempo sul bilancio dell’Ente per la manutenzione delle opere di “ingabbiamento” delle pareti rocciose. Si ricorda - sottolineano - che il danno ambientale e paesaggistico era stato presentato, anche al mondo accademico e scientifico, come il prezzo inevitabile per ottenere la rimozione delle limitazioni alla fruibilità turistico-nautica dello specchio acqueo antistante alla falesia mentre risultava dagli stessi pareri ricevuti in fase autorizzativa che gli interventi non potessero comunque garantire la “messa in sicurezza”.

Le Associazioni hanno infine ricordato «che in un’area naturale protetta e sito riconosciuto della Rete europea “Natura 2000”, l’incremento dei flussi turistici e la “messa a reddito” dei beni collettivi non devono mai prevalere, e non solo per prevenire il degrado e lo snaturamento provocati dall’over turismo, sui prioritari fini istituzionali della tutela e fruizione sostenibile». È in quest’ottica che da un lato le Associazioni hanno consegnato al Parco un nutrito “promemoria” di proposte e di segnalazioni di “situazioni critiche” (per esempio il problema dell’inquinamento e della bonifica della spiaggia di Mugoni), e dall’altro il Presidente e il Consiglio Direttivo hanno tenuto a evidenziare l’impegno che già caratterizza in questa direzione le prime delibere della nuova gestione tra cui spiccano, nonostante la limitatezza delle risorse disponibili, gli urgenti stanziamenti per la tutela del manto vegetale, in grave degrado, di Punta Giglio, gli interventi per il Calich, lo sviluppo delle aree di sosta per le auto dei visitatori delle Grotte, come filtri per regolare l’impatto antropico e garantire la sicurezza. L’incontro si è concluso con il reciproco impegno a tenere vivo il dialogo e a consolidare il rapporto di collaborazione, anche attivando specifici tavoli di confronto aperti a diversi portatori d’interessi, per favorire soluzioni il più ampiamente condivise nell’interesse della collettività e nel rispetto dei reciproci ruoli.

Nella foto: un momento dell'incontro a Casa Gioiosa



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