Sul treno a idrogeno fioccano le polemiche ad Alghero. Il consigliere regionale non le manda a dire: «svestire i panni di Tafazzi e indossare finalmente quelli di classe dirigente nel sostenere con atti formali la mia richiesta di rimodulazione del progetto al Ministro Salvini»
ALGHERO - «Sono davvero allibito dall'atteggiamento a dir poco polemico messo in campo in questi giorni da alcuni dirigenti del PD di Alghero, firmatari di diversi comunicati stampa in pieno stile tafazziano» questo il commento dell'onorevole regionale Valdo Di Nolfo dopo il secondo attacco in pochi giorni nei suoi confronti da parte dei compagni di coalizione. E non basta l'intervento del presidente della commissione speciale,
Giampietro Moro, per acquietare gli animi.
L'onorevole regionale Valdo Di Nolfo definisce «tafazziano» quello che è chiaramente «un atteggiamento di autolesionismo puro verso la coalizione e da parte degli ideatori stessi del comunicato stampa, partito di maggioranza relativo ad Alghero e in consiglio regionale».
Non basta far finta e sostenere una posizione per essere classe dirigente, per centrare il risultato, che è l'unica cosa che conta: senza tatticismi, servono atti in cui si chiede formalmente la rimodulazione del progetto, atti che finora gli stessi autori delle note del Pd algherese contro Di Nolfo mai hanno proposto. Ancora un volta il consigliere regionale è costretto a concludere la nota con un invito chiaro e diretto a chi polemizza, un invito «a svestire i panni di Tafazzi e indossare finalmente quelli di classe dirigente nel sostenere con atti formali la mia richiesta di rimodulazione del progetto al Ministro Salvini».