ALGHERO - Ad Alghero i campi boe ideati e progettati dal Parco di Porto Conte non li vuole proprio nessuno. Perdipiù quelli pensati addirittura fuori dall'Area Marina Protetta algherese. Così alle proteste e veementi lamentele di diportisti, associazioni e politici, si aggiunge l'unanime votazione del Consiglio comunale che nella giornata di ieri (martedì), ha clamorosamente preso le distanze dall'ex Consiglio di Amministrazione e dal direttore del parco, approvando una risoluzione per modificare radicalmente il progetto, che a questo punto andrebbe immediatamente fermato, evitando così che in questi giorni si posizionino corpi morti inutili lungo la costa.
A Tilloca, Grossi e Bardino non piacciono però le prese di posizione degli ex amministratori comunali, col sindaco
Mario Conoci e l'assessore Andrea Montis in testa e parlano di «scarica barile», chiedendo ospitalità sulle testate giornalistiche nel tentativo di« ristabilire un minimo di verità storica e politica a beneficio della Comunità algherese»: Il primo progetto, che prevede l’installazione di 60 boe, fu finanziato dalla Regione Sardegna su richiesta del Direttivo allora presieduto da Gavino Scala all’epoca della Consiliatura Bruno - ricordano Tilloca e compagni - il secondo progetto fu finanziato nel 2023 a valere sul PNRR.
«I progetti sono stati inseriti in ben 3 delibere di approvazione del bilancio previsionale (2021-2023; 2022-2024; 2024-2026) e 2 delibere di variazione al bilancio del Parco di Porto Conte (2020-2022; 2023-2025). Come si evince chiaramente dai verbali delle riunioni della Assemblea del Parco, queste delibere sono sempre state votate favorevolmente dall’allora capo dell’Amministrazione, e non sono stati riscontrati voti contrari dell’opposizione, che non partecipava al voto, tranne che nel 2023, allorché 3 consiglieri di sinistra si astennero, e nel 2024, in prossimità delle elezioni comunali, allorché 4 consiglieri di sinistra manifestarono il voto contrario. Ma, comunque, in aula e in città non vi furono significative prese di posizione contrarie» ribattono Tilloca, Bardino e Grossi.
«Non comprendiamo, quindi, il significato di queste prese di distanza postume da parte di taluni che avevano importanti responsabilità politiche. Crediamo sia doveroso fare politica mettendo in campo la necessaria onestà intellettuale. Non c’è da vergognarsi se qualcuno ha votato consapevolmente i campi boa. E’ evidente che allora riteneva preminente l’obiettivo di tutela ambientale rispetto ad altri interessi, seppur meritevoli di tutela. Così come non c’è da vergognarsi se oggi ha cambiato idea e ritiene preminenti interessi prima posti in secondo piano. In politica, così come nella vita, l’onestà intellettuale non è un optional» chiudono Raimondo Tillocca, Adriano Grossi e Pasqualina Bardino.