Da Cagliari - dove hanno presentato l´operativo 2025 per gli scali di Alghero, Olbia e Cagliari - i vertici della compagnia irlandese chiedono ancora una volta alla giunta regionale di abolire l´addizionale municipale o minacciano di cancellare i voli da e per il Riviera del Corallo. Gli appelli dell´ex sindaco Mario Bruno e di Fratelli d´Italia
ALGHERO - Via l'addizionale municipale o ci saranno conseguenze per la Sardegna. Come da sempre ci hanno abituato i vertici Ryanair non fanno molti di giri di parole e usano la strategia consolidata nel tempo: passeggeri in cambio di migliori condizioni economiche negli aeroporti. Così da Cagliari - dove hanno presentato l'operativo 2025 per gli scali di Alghero, Olbia e Cagliari [
LEGGI] - chiedono ancora una volta alla giunta regionale di abolire il balzello o minacciano di cancellare i voli da e per il Riviera del Corallo. Una dipartita che costerebbe cara all'aeroporto algherese dove il vettore irlandese è la principale compagnia aerea. L'ultimatum delle ultime ore da parte di Ryanair non ha ovviamente lasciato indifferenti gli addetti ai lavori e la politica, attirando un coro bipartisan che chiede all'esecutivo guidato da Alessandra Todde di eliminare l'imposta.
Ad Alghero ritorna l’appello dell’ex sindaco Mario Bruno che da anni si batte per l’abbattimento delle tasse comunali d’imbarco: «Intervengano i parlamentari sardi, a cominciare dal Presidente della Commissione Trasporti della Camera. L’addizionale comunale va cancellata davvero, per creare economia e portare nuovi voli nella stagione invernale. Il Comune di Alghero con la mia giunta – spiega Bruno - nel 2016 aveva aderito alla class action formata da altri dodici comuni italiani che chiedevano allo Stato il riconoscimento delle spettanze mai riscosse su una tassa definita comunale, ma che porta solo briciole nelle casse degli enti locali. Un credito milionario vantato dal 2005 anche da Alghero. Quella tassa anche per la Sardegna, va ora abolita. Le tasse aeroportuali, di vario genere incidono per circa il 40% del prezzo finale del biglietto aereo.»
«L’addizionale comunale – prosegue Bruno - è una tassa di 6.5 euro per biglietto. Quando fu istituita il legislatore motivò con l’esigenza di offrire ‘una misura di sostegno, agli enti locali che sopportano la ricaduta della presenza di un aeroporto’. Istituita nel 2004, allora con 1 euro a passeggero imbarcato. Nel corso degli anni l'importo è cresciuto fino a 6,50 euro. Di questa somma 5 euro sono destinati all’Inps, 50 centesimi al servizio antincendio negli aeroporti. Un euro viene invece ripartito da Enav per i costi sostenuti per garantire la sicurezza ai propri impianti e al “comparto sicurezza” sia per il finanziamento di misure di prevenzione e contrasto della criminalità e sia per il potenziamento della sicurezza di aeroporti e stazioni ferroviarie. Si trovino altre fonti di copertura, si cancelli la tassa che, fra l'altro, coi comuni ha poco a che fare.»
Anche Fratelli d’Italia rinnova la richiesta di abolizione dell’addizionale municipale sui diritti d’imbarco per gli aeroporti sardi, una tassa che penalizza i passeggeri, ostacola la crescita del turismo e limita gli investimenti nel settore del trasporto aereo. «Regioni come Abruzzo, Calabria e Friuli Venezia Giulia hanno eliminato questa imposta, registrando un notevole aumento del traffico aereo, del turismo e dell’occupazione – sottolinea Marco Di Gangi, componente del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia e responsabile per la Sardegna –. È inspiegabile come la Sardegna, che dipende fortemente dalla connettività aerea, non abbia ancora adottato questa misura di buon senso, rischiando di perdere opportunità preziose per il proprio sviluppo economico. Ryanair ha stimato che l’abolizione dell’addizionale permetterebbe una crescita del +50% nei prossimi cinque anni, con oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, 4 nuovi aeromobili e la creazione di circa 900 posti di lavoro nel settore».
«Tuttavia, l’attuale peso fiscale disincentiva gli investimenti, limitando la competitività dell’isola rispetto ad altre destinazioni italiane ed europee. La competitività turistica della Sardegna non si costruisce selezionando i turisti in base al costo del volo, ma investendo in infrastrutture, servizi e promozione – conclude Di Gangi –. La Regione deve adottare strategie moderne e puntare sulla qualità dell’offerta, anziché frenare lo sviluppo con imposte che allontanano compagnie aeree e visitatori». La proposta di legge presentata a luglio 2024 dai consiglieri regionali sardi di Fratelli d’Italia per l’abolizione del tributo deve tornare con urgenza al centro del confronto politico».