S.A.
26 febbraio 2025
«Marino all´Asl, è disarmo e mobilitiamoci»
La nuova presa di posizione del centrodestra algherese in difesa del nosocomio algherese. Pais, Tedde, Cocco e Salvatore: la Regione, senza garanzie sui livelli delle prestazioni, vuole andare avanti con lo sfratto dell’Aou di Sassari dal Marino e il trasferimento dello stesso alla Asl
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ALGHERO - «Nonostante gli appelli e le denunce da parte dei comitati della salute algheresi, l'ordine del giorno del centrodestra approvato dal Consiglio comunale sulla difesa della presenza dell'Università di Sassari nella gestione dell’Ospedale Marino di Alghero ma anche le dichiarazioni del Sindaco di Alghero in Commissione Sanità, c'è ormai la certezza che la Regione, senza garanzie sui livelli delle prestazioni, voglia andare avanti con lo sfratto dell’Aou di Sassari dal Marino e il trasferimento dello stesso alla Asl. Con l'unico obbiettivo di commissariare le aziende sanitarie. Non accettiamo che la retrocessione del Marino alla ASL abbia come unico obbiettivo quello di alimentare il "poltronificio" avviato dalla Giunta Todde». Così in una nota di denuncia gli esponenti del centrodestra algherese, Pais, Tedde, Cocco e Salvatore.
«Dove sono le garanzie per i livelli delle prestazioni sanitarie per il territorio? Qual è il progetto di Todde e dell'improvvido Bartolazzi? Quali sono le certezze che possa funzionare? Siamo oggettivamente preoccupati dal “disarmo” messo in campo dalla Regione. Già nei mesi scorsi la sinistra regionale si è dimostrata matrigna con l’Università di Sassari. Oggi tocca all’Aou e con il territorio di Alghero, con i trasferimenti di personale medico-sanitario verso Sassari e il blocco degli investimenti nella struttura. Questo nonostante il territorio, nelle sue più alte espressioni civiche, si sia pronunciato in senso opposto» proseguono i consiglieri comunali di opposizione.
Di più: «Ancora una volta assistiamo ad una Presidente della Regione, a un Consiglio regionale, compreso il rappresentante territoriale, completamente sprezzanti della volontà popolare. Come è avvenuto con la legge di iniziativa popolare Pratobello, completamente ignorata nonostante 210mila firme, ora viene completamente ignorata la volontà della Città di Alghero, che si è espressa chiaramente per il mantenimento della presenza dell'Università nell’ospedale Marino, con un voto unanime del Consiglio comunale, espressione di unità della comunità algherese, al di là delle appartenenze politiche. In questi anni l'attività dell’Ospedale Marino di Alghero, da che era praticamente chiuso, è cresciuta esponenzialmente in tutte le specialità presenti, ortopedia e riabilitazione in testa, capaci di segnare numeri importanti. Così come l'attivazione di nuove specialità come endocrinologia, diretta dal Prof. Mario Palermo».
Pais e alleati ricordano che l'Ospedale Marino di Alghero è attualmente l'unico centro di riabilitazione intensivo pubblico (codice 56) di tutta la Sardegna, che rischia la chiusura. In questo senso il Marino di Alghero sarebbe dovuto diventare sede della Scuola di specializzazione di fisiatria dell’Università di Sassari, che oggi non esiste in Sardegna. «Per questa ragione, stante la sordità e il disinteresse della Regione, del consigliere regionale espresso dal territorio, riteniamo sia opportuno organizzare una mobilitazione cittadina che ci porti a scendere in piazza e a manifestare a difesa della sanità algherese, di fronte l’Ospedale Marino e anche a Cagliari in Consiglio regionale. Così come una chiara presa di posizione del Sindaco Cacciotto, la cui voce su questo tema, come su tanti altri, è assolutamente assente, per subalternità ai diktat regionali, distanti dagli interessi della nostra comunità. Su questi punti chiederemo l’adesione e la partecipazione di tutte le forze politiche, sociali e civiche, i comitati, presenti in città per difendere ciò che in sanità abbiamo conquistato e che non siamo disposti a perdere» concludono.
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