Carmelo Spada
27 ottobre 2023
L'opinione di Carmelo Spada
Isola laboratorio transizione energetica
L’Europa, l’Italia e la Sardegna entro 2030 devono ridurre del 55% le emissioni di gas serra e indirizzarsi nella transizione energetica con l’annullamento dei combustibili fossili. Da qui la necessità di nuove politiche energetiche con sistemi rinnovabili, di autoconsumo, di efficientamento energetico, innovazione sostenibile del patrimonio immobiliare pubblico e privato e del risparmio energetico riducendo i consumi. Purtroppo la Sardegna dà un significativo contributo al riscaldamento globale dal momento che il coefficiente emissivo per
ogni unità di energia prodotta dalle centrali termoelettriche sarde è pari a 842 gCO2/kWh contro la media italiana di 505 gCO2/kWh. La Sardegna può diventare il laboratorio della Transizione energetica e per il Green
Deal europeo respingendo, in primis, con decisione ed in maniera definitiva il progetto di metanizzazione riproposto dalla SNAM con una imponente, invasiva ed inutile dorsale nord-sud. Infatti all’isola sono
sufficienti i 5 modesti depositi costieri di GNL necessari per attuare la transizione verso le rinnovabili interpretando la mancata metanizzazione come una importante opportunità per l’isola per attuare direttamente la transizione verso le rinnovabili garantendo l’obiettivo energetico da fonte energetica rinnovabile (FER) in modo inscindibile dalla tutela del territorio, del paesaggio, dell’ecosistema ed il coinvolgimento e protagonismo delle comunità locali. E’ necessario e non ulteriormente procrastinabile l’attuazione del decreto aree idonee avvalendosi degli strumenti della pianificazione territoriale con il coinvolgimento delle comunità locali che piu’ di tutti sono i conoscitori del proprio territorio. A livello nazionale, i procedimenti di rinnovabili depositati si moltiplicano: a trainare l’avanzata sono Puglia, Sicilia e Sardegna. Altro dato interessante si registra nelle procedure di VIA depositate che arrivano principalmente da Puglia, Sicilia e Sardegna che primeggiano sia sul fronte della potenza delle rinnovabili che di quella degli
impianti di accumulo. Nel dettaglio la Puglia conta per un 33% del totale, la Sardegna per un 20,1% e la Sicilia per 20,5%. Sul lato stoccaggio, la Puglia ha un’incidenza addirittura del 40%, mentre a Sardegna e Sicilia vanno rispettivamente un 27% e un 12,4%. Considerata anche la situazione internazionale precaria che si riflette inesorabilmente sul mercato del reperimento delle fonti fossili si capisce che la transizione i sui prezzi e per aumentare la nostra indipendenza energetica. Infattenergetica è l’unica opportunità concreta per la riduzione delle tensioni la Sardegna, senza diventare una colonia energetica, ha a disposizione fonti rinnovabili inesauribili: sole e vento.
*Per Wwf Italia
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