Red
22 maggio 2021
La Sardegna a Dubai: non solo Expo
Si è svolto il seminario on-line promosso dalla Confindustria centro nord Sardegna su “Expo Dubai e oltre-Nuove opportunità di mercato e strumenti per l´internazionalizzazione”, dedicato alla presenza delle imprese sarde nei mercati mondiali e all´evento che si terrà a Dubai dall´ottobre 2021 al marzo 2022

SASSARI - Internazionalizzazione e presenza delle imprese sarde sul mercato mondiale, una sfida che le aziende isolane devono affrontare in un contesto sempre più competitivo. Dal primo ottobre al 31 marzo 2022 Dubai ospiterà “l’Expo 2020” (il riferimento all’anno è rimasto invariato), rinviata nei mesi scorsi per l’emergenza pandemica. Sarà un’importante ribalta per gli scambi commerciali. Un solo dato: gli Emirati arabi uniti costituiscono un hub logistico e commerciale in un’area geografica, coperta da quattro fusi orari, che comprende Cina e India, Nazioni che da sole rappresentano poco più di un terzo della popolazione mondiale. E oltre la metà delle merci che arrivano a Dubai è destinata alla riesportazione. L’Italia è l’ottavo partner commerciale, il secondo Paese europeo esportatore (il primo è la Germania). In vista della vicina riapertura (il riavvio del portale è programmato per giovedì 3 giugno) dei termini per la presentazione delle domande per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati a valere sul Fondo della Legge 394/81 gestito da Simest (società del settore assicurativo-finanziario controllata da Sace, spa del Gruppo Cassa depositi e prestiti), Confindustria centro nord Sardegna, in collaborazione con Touché consulting, Rete di imprese Fast forward e Kelmer middle east, martedì ha organizzato il seminario on-line “Expo Dubai e oltre-Nuove opportunità di mercato e strumenti per l'internazionalizzazione”.
«L’Expo di Dubai sarà una grande vetrina internazionale. Il “Made in Italy” rappresenta il fulcro delle esportazioni del nostro Paese. L’economia della Sardegna non ha però una elevata propensione all’internazionalizzazione, soffre infatti del limite della piccola dimensione delle sue imprese. Abbiamo delle potenzialità che se ben sfruttate possono farci fare un salto di qualità. Pensiamo ai settori dell’agricoltura, della nautica, del sughero e dei materiali lapidei», ha messo in evidenza in apertura il presidente della Confindustria Cns Giuseppe Ruggiu. Ha partecipato al seminario con un videomessaggio il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, che ha dichiarato: «La presenza dell’Italia a Expo Dubai rappresenta il più importante progetto di internazionalizzazione del prossimo biennio. Un anno fa, abbiamo firmato il Patto per l’export, uno strumento che ha inaugurato un approccio innovativo di dialogo e soprattutto di accompagnamento dello Stato alle aziende italiane che vogliono internazionalizzare. In questo solco abbiamo definito la partecipazione delle migliori imprese del nostro Paese all’Expo».
«Il Pil degli Eau è di 376miliardi di euro, con una disoccupazione al 2,6percento e con una popolazione di 10,4milioni di residenti, di cui appena il 10percento sono emiratini, il resto comprende ben 190 nazionalità. Un ambiente d’affari moderno e cosmopolita – ha spiegato Massimo Cugusi, consulente con trent'anni di esperienza di export promotion ed international business development, amministratore di Touché consulting e direttore di Touché consulting middle east Dubai –. Ecco perché il mercato degli Emirati arabi, ma in realtà di tutta la penisola arabica, è sensibile alla qualità e ai brand di prestigio». Sono molto apprezzati i prodotti tecnologici, l’oreficeria e i gioielli, con il settore dell’abbigliamento che vede l’Italia leader (seguita da Francia, Spagna, Gran Bretagna e India) e buone opportunità per l’alimentare (qui leader è la Francia, seguita da Paesi Bassi, Arabia, Gran Bretagna e Italia). Le opportunità più interessanti sono però nel campo delle energie rinnovabili, grazie al programma “Dubai clean strategy”, che prevede rilevanti investimenti e incentivi. Infine, non bisogna tralasciare edilizia, aerospazio, salute digitale e cybersecurity. L’Italia a Expo Dubai avrà un grande padiglione, un simbolo attrattore di interesse. Le imprese sarde insomma non possono permettersi di restare ai margini di un mercato in grande espansione. Durante il seminario, coordinato da Silvia Testoni (Ufficio Internazionalizzazione Confindustria Cns), sono intervenuti anche Ilaria Baiardo (avvocato di Kelmer middle east Dubai), che ha illustrato le tipologie di impresa regolate dalle normative in vigore nel Paese emiratino; il consulente aziendale Giuseppe Pilota, con un'analisi sugli strumenti Simest per l’internazionalizzazione; Achille Carlini (presidente Confidi Sardegna), che si è soffermato sugli interventi a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese grazie a un accordo con Simest, e Franco Salvato (responsabile commerciale Confidi Sardegna).
Nella foto: un momento del webinar
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