La Riviera del corallo non fa eccezione nella nuova passione dei sardi. Tutto è iniziato con il club inaugurato lo scorso agosto al Lido dai fratelli Bassu ma già si parla di una decina di nuovi campi che potrebbero sorgere in città nei prossimi mesi. Il 17 maggio al via il primo torneo ufficiale Fitpra
ALGHERO - E' scoppiata la padel mania anche in Riviera del Corallo. Lo sport che è una via di mezzo tra tennis, beach tennis e squash ha conquistato anche gli algheresi che da alcuni mesi si contendono i due campi inaugurati al Lido lo scorso agosto nel residence Picalè, a cui se ne è aggiunto un terzo a gennaio. A portare la nuova disciplina in città è stato il 33enne Paolo Bassu, già maestro di tennis che ha creduto nel progetto insieme a Barbara Satta, a cui poi è subentrato Roberto Bassu, fratello di Paolo. Entrambi sono istruttori Padel (Paolo è l'unico in Sardegna di secondo livello) e, oltre a gestire l'impianto di Viale Europa, hanno aperto una scuola che coinvolge una sessantina di persone di tutte le età.
Il Padel è nato in Messico alla fine del XIX secolo, grazie all’invenzione di un americano ma si è diffuso solo negli anni Ottanta del secolo scorso in tutta Europa partendo dalla Spagna dove aveva ottenuto i primi riscontri positivi tra la gente nel villaggio vacanze di Marbella Club. In Italia il boom si è registrato negli ultimi anni, non risentendo nemmeno dell'effetto pandemia. Al contrario, nella Penisola ha la più alta percentuale di crescita (25% del business del settore sportivo amatoriale) avvantaggiato anche dal fatto che il padel si continua a praticarlo anche in zona arancione, mentre molti altri sport hanno dovuto fermarsi. La Sardegna è tra le regioni con un trend in crescita maggiore. La città più attrezzata è Cagliari con una cinquantina di campi; segue Sassari con una decina e altri 6 tra Ossi (2) e Olmedo (4); infine Olbia che ne ha 2 coperti, 6 in progetto e altri 6 a bando.
Il successo è assicurato perché è divertente, accessibile anche a chi è meno esperto e si gioca prevalentemente in quattro, godendo di un po' di quella socialità che manca ormai da tempo tra amici e non solo. Investimento che ripaga anche in termini economici se si considera che un campo può costare dai 28 ai 48 euro per un'ora e mezzo e funzionano tutti a pieno regime. Di più: la corsa alla prenotazione sull'app è senza esclusione di colpi in tutti i club. Ad Alghero, poi, la domanda ha di gran lunga superato l'offerta. Tre campi non sono più sufficienti per i 250 soci e per gli oltre 400 aficionados che si avvicinano al nuovo sport. Per questo c'è già chi da tempo in città ha fiutato l'affare e si lancerà nel nuovo business. Per ora si parla di una decina di nuovi campi che potrebbero sorgere in strutture alberghiere e sportive già esistenti.
Di concreto per ora c'è solo il progetto dei Bassu (l'unico presentato) per la realizzazione di 4 campi da padel e uno polivalente (a disposizione delle scuole) nel bando di assegnazione dell'area sportiva del Parco di Tarragona. «Siamo felici e soddisfatti del seguito che si è creato in meno di un anno e attendiamo con ancor più entusiasmo di ampliare il progetto in centro città - spiega Paolo Bassu al
Quotidiano di Alghero -. Stiamo lavorando sul potenziamento dell'attività agonistica giovanile e una buona scuola e spazi adeguati sono il punto di partenza per questo percorso». Una squadra milita già in serie D e tre sono iscritte in Coppa Italia. Intanto dal 17 al 23 maggio si terrà il primo torneo ufficiale in città con tre tabelloni riservati al doppio maschile, doppio femminile e doppio misto. La competizione sarà una fase di qualificazione al master regionale e nazionale.
Nella foto: la struttura di Viale Europa e la terrazza con vista sui campi